Festival di Ravello - Shozo Shimamoto

MADRE CORAGGIO: L’ARTE

Da venerdì 26 giugno a domenica 27 settembre
Villa Rufolo
Arti Visive

Tre mesi di mostre a cura di Achille Bonito Oliva
Gli artisti in mostra: Alterazioni Video, Pippa Bacca, Maja Bajevic, Julian Beck, Gao Brothers, Günther Brus, Giuseppe Chiari, Gino De Dominicis, Luca Guatelli, Anibal Lopez, Raffaele Luongo, Urs Lüthi, Piero Manzoni, Silvia Moro, Shirin Neshat, Hermann Nitsch, ORLAN, Diego Perrone, Vettor Pisani, Rudolf Schwarzkogler, Andres Serrano, Shozo Shimamoto, Santiago Sierra, Wolf Vostell.
Opere sonore: Riccardo Benassi, Michael J. Schumacher In collaborazione con RAM, Roma e a cura di Federica Bueti
Curatore esecutivo Gianluca Ranzi
Coordinamento all’immagine della mostra Stefania Miscetti

Vernissage, venerdì 26 giugno, ore 12.00

Madre Coraggio: l’Arte

L’arte ha avuto sempre coraggio. Anche quando l’artista opera sotto committenza, egli esercita uno scarto linguistico rispetto alla tradizione che determina uno scatto in avanti in termini di sperimentazione e di elaborazione di nuovi linguaggi. La messa in discussione dell’ordine e del progresso razionale esaltati dal Positivismo e messi in crisi dal Decadentismo, sfociano nella progettualità bellicosa e antipassatista del Futurismo, nel Ready-Made di Duchamp, nella radicalità linguistica del Cubismo, nel nonsense antiborghese del Dadaismo, nella condensazione onirica del Surrealismo. Dagli anni Cinquanta del secolo scorso le Neoavanguardie cercano di revitalizzare un’umanità ferita dalla guerra.

Dagli anni Sessanta gli artisti investono il gruppo di cui fanno parte del loro stesso coraggio individuale, come avviene nelle esperienze di Gutai (rappresentato in mostra da due grandi opere e un video di Shozo Shimamoto), Fluxus (con Giuseppe Chiari), Happening, Azionismo Viennese e nelle personalità singole di Joseph Beuys e Piero Manzoni, come nell’opera demiurgica e liberatrice di Hermann Nitsch, Rudolf Schwarzkogler e Günther Brus, o nelle operazioni che si interrogano sul ruolo sociale dell’artista trasformandone il corpo e il volto come nell’opera dell’artista francese ORLAN e dello svizzero Urs Lüthi.

Negli anni Settanta gli artisti sviluppano tematiche esposte con operazioni linguistiche spregiudicate: il tema dell’immortalità trattato da De Dominicis con la presentazione di un malato affetto dalla sindrome di Down alla Biennale di Venezia, il tema dell’incesto trattato da Vettor Pisani, le operazioni onanistiche di Vito Acconci, le pratiche rituali dell’Azionismo viennese e gli Happenings pubblici del tedesco Wolf Vostell.

Negli anni Ottanta l’arte prosegue il proprio affondo coraggioso affrontando tematiche sociali quali le discriminazioni, la difesa delle minoranze, l’ecologia e la lotta alla violenza. Santiago Sierra mostra a Ravello un’opera del 2007 in cui recita 1549 nomi di morti violente causate dai regimi politici sud-americani, Luca Guatelli reagisce con la sua installazione al senso di impotenza a cui la società d’oggi costringe l’uomo, Pippa Bacca, Silvia Moro e Maja Bajevic si appellano al valore della pace e del confronto tra le culture, mentre Benassi e Schumacher utilizzano opere esclusivamente sonore per spostare l’attenzione del pubblico su eventi e fatti quotidiani che abitualmente sfuggono all’attenzione.

Venerdì, 26 Giugno, 2009 - 13:00