Memorial Exhibition

A poco più di tre mesi dalla scomparsa del Maestro, lo Studio Giangaleazzo Visconti di Milano presenta una mostra dedicata all’opera di Shozo Shimamoto (Osaka, 1928 – 25 gennaio 2013), in collaborazione con l’Associazione Shimamoto. Un’importante e preziosa occasione, per tracciare un bilancio e cominciare a storicizzare, in tutta la sua complessità, la ricerca artistica durata 67 anni, di colui che, nel 1998, fu indicato e celebrato, dal Museum of Contemporary Arts of Los Angeles, come uno dei quattro artisti mondiali più significativi del secondo dopoguerra (assieme a Pollock, Cage e Fontana).
Più di trenta sono le opere esposte nelle ampie e luminose sale dello Studio Visconti. Si parte, in ordine cronologico da un Hole (buco) del 1946, ottenuto sovrapponendo strati di carta di giornale ricoperte di materia bianca e sfregando ripetutamente la superficie in modo da logorarla, lacerando la materia, andando oltre la forma, anticipando di qualche anno i famosi buchi di Lucio Fontana.
Per documentare i primi sviluppi della ricerca negli anni ’50, la mostra prosegue con una significativa serie di tecniche miste, prevalentemente su carta, per passare, poi, alle opere degli anni '60 tra cui gli straordinari Whirpools e gli Imbutini smaltati, e a un calligramma del 1976. L’ultima fase dell’attività di Shozo Shimamoto, nel nuovo secolo, è eloquentemente testimoniata da una scelta di acrilici Bottle crashes e da una sequenza di opere tratte dalla memorabile azione teatral/pittorica realizzata a Punta Campanella (in Campania) nel maggio 2008. Sono presenti anche un Pianoforte (2006) e - occasione veramente unica - entrambe le versioni dell’opera Please, walk on it (la prima realizzata nel 1956, in occasione dell’esposizione collettiva Gutai all’aperto, presso il parco della città di Ashiya e poi la sua “ripetizione differente” proposta nel 2008). Per completare la rassegna sarà, infine, in proiezione anche un video relativo ad alcune delle più spettacolari performances del Maestro giapponese.
Com’è stato rilevato dalla critica, Shozo Shimamoto ha realizzato i Buchi (Holes) almeno un paio d'anni prima di Fontana, ha sperimentato l’Earth work prima del sorgere della Land Art, gli happenings prima di Fluxus, l’arte site-specific, quando l’espressione era ben lungi dall’essere entrata nel linguaggio artistico, la concrete music contemporaneamente ai primi esperimenti in tale direzione di John Cage e fu anche uno dei pionieri della Mail Art. Ma è altrettanto vero che si cimentò con l’action painting dopo Jackson Pollock, col teatro dell’arte dopo l’Azionismo viennese e dopo Hermann Nitsch e con la body art quando la stagione d’oro dell’arte del corpo era ormai tramontata. In realtà, la ricerca artistica di Shimamoto non si è mai collocata, né è collocabile, all’interno di una prospettiva linearmente storico-cronologica, ma è interpretabile, semmai, solo in chiave “topologica”.
Le opere esposte presso lo Studio Giangaleazzo Visconti sono state accuratamente selezionate e raccolte per illustrare e documentare le principali sfaccettature dell’opera di ricerca di un artista proteiforme, quanto estremamente rigoroso e coerente nello stesso tempo, il quale fece dell’arte un supremo esercizio di sapienza e di radicale ricerca della verità.

Orari: da lunedì a venerdì 11:00 - 19:00
Ingresso libero

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Studio Giangaleazzo Visconti
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da Giovedì, 23 Maggio, 2013 - 19:00 a Venerdì, 19 Luglio, 2013 - 19:00