shimamoto durante una performance 1959. P performance amagasaki giappone 1998 P Shozo Shimanoto 2006 Performance with coups Un arma per la Pace 2p

Shozo Shimamoto, Arte d'Oriente A Volo Radente

Achille Bonito Oliva

Se la scienza moderna ha esaltato il caso intelligente, la celebrazione dell’evento provocato dalla rottura della rigida catena causa-effetto, l’arte contemporanea, dal coup de dés di Mallarmé fino al cut-up di Brian Gysin messo in uso da W. Burroughs, celebra la possibilità del caso dolente della forma, ora confermato dal grande artista giapponese del gruppo Gutai Shimamoto, che dagli anni Cinquanta ha rinnovato il processo creativo. Ha introdotto una distanza e un intervallo tra il fare e il vedere.
Esistono due sequenze mitiche nella storia dell'arte contemporanea, scattate e riprese rispettivamente da un fotografo, Hans Namuth, e da un regista cinematografico. Riguardano Picasso all'opera filmato da Clouzot e Jackson Pollock fotografato durante la sua danza al dripping intorno alla tela in orizzontale sul pavimento. Il furor di Pollock non si accontenta del corpo a corpo verticale con la tela a muro o sul cavalletto, ma richiede l'assorbimento psicosensoriale dell'intero apparato somatico. L'artista circola, vacilla, e danza ebbro attorno alla tela.
Ma esistono tante foto anch’esse mitiche che documentano a futura memoria le opere pittoriche e performative di Shozo Shimamoto che utilizza la distanza per andare a bersaglio con la pittura, vero oggetto del suo processo creativo. Le sue sequenze creative sono segnate dalle tappe più importanti delle mostre del Gruppo Gutai, di cui è grande protagonista.

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