• Shozo Shimamoto

    Shozo Shimamoto

    Shozo Shimamoto nasce ad Osaka, in Giappone, nel 1928. Co-fondatore del gruppo Gutai, insieme a Jiro Yoshihara, è stato uno
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L’Associazione Shozo Shimamoto è stata fondata in Italia e Giappone nel 2007 da Rosanna Chiessi, Laura Montanari e Giuseppe Morra, con lo scopo di promuovere e sostenere la ricerca artistica di Shozo Shimamoto non solo attraverso la pubblicazione di cataloghi, video e documentari, ma anche producendo alcune delle performance che lo hanno reso celebre in tutto il mondo. Accanto alla produzione artistica, l’Associazione Shozo Shimamoto ha intrapreso un lavoro di ricognizione critica e storiografica del lavoro del Maestro, nonché di organizzazione e gestione del suo Archivio Generale, grazie anche all’ausilio di Andrea Mardegan, referente in Giappone. In questo quadro di riferimento si colloca il progetto di questa mostra, tesa a istituire un ideale dialogo critico ed espositivo tra la produzione giovanile degli anni cinquanta e quella che il Maestro sta realizzando nell’ultimo periodo.

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Arte è Stupire

Quando affermo che l'arte è stupire, la gente resta sorpresa. C'è la tendenza a pensare all'arte come un qualcosa di esteticamente bello, frutto di un lavoro delicato, ma questo è piuttosto quel che direi del mondo dell'artigianato. L'arte, oppure il gesto artistico, consistono al contrario nello stupire lo spettatore. Ovviamente "stupire" non significa sorprendere con gesti inconsulti e chiassosi. Si dice che questa sia l'era della società dell'informazione. Una grande quantità di informazioni viene scambiata freneticamente e la gente si illude che ottenere anche una sola informazione in più concorra ad ottenere successo nel lavoro.
Tuttavia, quando ci si concentra sulle informazioni che si hanno davanti agli occhi, è chiaro che non si riuscirà a vedere ciò che è oltre. Come avviene in fotografia, mettendo a fuoco un soggetto vicino, lo sfondo risulta sfocato. Allo stesso modo in cui i problemi ambientali attuali sono il frutto di una mentalità miope del nostro passato che non ha saputo gettare lo sguardo sul futuro, oggi rischiamo di non accorgerci di una grande crisi che ci colpirà in un futuro non lontano. L'opera d'arte, però, è un castello fra le nuvole. In una professione normale è necessario camminare prestando molta attenzione a dove si mettono i piedi per evitare di inciampare. Non si può far altro che andare avanti con cautela mantenendo la concentrazione. Tuttavia nel mondo dell'arte, trattandosi di castelli in aria, bisogna al contrario mettere a fuoco l'infinito e sognare il futuro più lontano possibile. Il lavoro dell'artista è esprimere ciò che si è recepito, senza però curarsi della realtà e del modo di vivere umano. Al presente io mi faccio fare dei disegni sulla testa rasata oppure mi faccio proiettare dei film, ma non allo scopo di fare cose strane. L'opera d'arte è di per sé un'espressione libera. E` così che, mentre guardo in cielo e comincio a fantasticare, mi vengono in mente queste idee in modo spontaneo e naturale. Dipengere un quadro è ugualmente un castello fra le nuvole e non è assolutamente necessario che ci sia un legame con la realtà. L'atto di dipingere è proporre un'espressione libera. Questo è il vero compito dell'artista. 

Shozo Shimamoto