2011 ABO Shimamoto R Chiessi MorraAssociazione | Parere autentica e archiviazione

Associazione Shozo Shimamoto

L’Associazione Shozo Shimamoto è stata fondata in Italia e Giappone nel 2007 da Rosanna Chiessi, Laura Montanari e Giuseppe Morra, con lo scopo di promuovere e sostenere la ricerca artistica di Shozo Shimamoto non solo attraverso la pubblicazione di cataloghi, video e documentari, ma anche producendo alcune delle performance che lo hanno reso celebre in tutto il mondo. Accanto alla produzione artistica, l’Associazione Shozo Shimamoto ha intrapreso un lavoro di ricognizione critica e storiografica del lavoro del Maestro, nonché di organizzazione e gestione del suo Archivio Generale, grazie anche all’ausilio di Andrea Mardegan, referente in Giappone. In questo quadro di riferimento si colloca il progetto di questa mostra, tesa a istituire un ideale dialogo critico ed espositivo tra la produzione giovanile degli anni cinquanta e quella che il Maestro sta realizzando nell’ultimo periodo. Si tratta di un dialogo che avviene nel tempo, perché riguarda due momenti distanti cinquant’anni l’uno dall’altro, ma anche nello spazio. Se, infatti, gli anni cinquanta di Shimamoto sono tutti d’Oriente, perché hanno luogo in Giappone, gli anni duemila sono in gran parte d’Occidente, perché è proprio qui che hanno luogo alcune delle più importanti performance del maestro. La dialettica tra questi due momenti storici racconta di un singolare, importante ed unico processo artistico. Negli anni cinquanta Shimamoto comincia a lavorare come pittore e proprio in nome di un nuovo modo di concepire e praticare la pittura inizia a dedicarsi all’azione, che si trasforma progressivamente in performance. Viceversa le grandi performance italiane degli ultimi anni rivelano un percorso inverso: c’è una grande costruzione scenica che ha una sua autonomia spettacolare che si riflette dentro la realizzazione di opere che di quel momento rappresentativo pubblico sono il risultato. La messa a confronto di opere così distanti tra loro, la scelta di privilegiare il momento rappresentativo, documentandolo come fatto autonomo e importante è un modo per entrare meglio e più in profondità nel mondo poetico di Shimamoto, di comprenderne non solo il valore ma anche la trasformazione nel tempo. Oriente e Occidente, pittura e performance, anni cinquanta e duemila: la mostra di Palazzo Magnani e il catalogo che la documenta vogliono raccontare questa dialettica e questo percorso. Testimonianza vivente di un artista che fa della vita, della vitalità e del rispetto per l’esistenza il suo punto di forza, un credo artistico ed umano che lo ha condotto fino alla candidatura al premio Nobel per la pace.